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L’autunno dei borghi italiani: la guida ai Borghi più Belli 2026 e le sagre da non perdere

tourism2026-08-24 · 4 min read · 0 reads

Quando le folle estive se ne vanno, i borghi italiani vivono la loro stagione più autentica. Vi accompagno tra i Borghi più Belli d Italia 2026, le sagre d autunno e il piacere del viaggio lento, tra zucche, funghi e piazze medievali.

Adoro viaggiare e cucinare, dai piccoli borghi italiani alle mete più belle del pianeta, e se c è una cosa che ripeto sempre ai miei lettori è che il vero volto dell Italia non si trova nelle file estive davanti ai musei. Lo si scopre in autunno, quando le folle si diradano e i piccoli paesi tornano a respirare, offrendo a chi arriva un abbraccio autentico e sincero.

Con l arrivo della stagione più dorata dell anno, voglio quindi accompagnarvi in un viaggio tra i nostri borghi, quei gioielli di pietra sparsi lungo tutta la penisola. Perché è proprio adesso, tra vendemmie appena concluse e prime foglie che cadono, che questi luoghi svelano la loro anima più vera, fatta di ritmi lenti e di una bellezza che non ha fretta.

I Borghi più Belli d Italia

Un ottimo punto di partenza per organizzare le proprie fughe è la rete dei Borghi più Belli d Italia, l associazione che da anni certifica e valorizza i paesi di maggior pregio. Ogni anno la guida si aggiorna con nuovi ingressi, segno che il patrimonio dei nostri piccoli centri è vivo e in continua riscoperta, e la selezione 2026 non fa eccezione a questa bella tradizione.

Ciò che rende questa rete così preziosa, ai miei occhi, non è solo l elenco di nomi da spuntare come una lista della spesa. È piuttosto un invito a rallentare, a scegliere un paese, a perdersi tra i suoi vicoli e a lasciarsi sorprendere, invece di correre da un capoluogo all altro senza mai davvero fermarsi ad ascoltare il luogo che si visita.

Molti di questi borghi si trovano lontano dalle rotte più battute, tra colline, montagne e piccole valli spesso ignorate dal turismo di massa. Proprio per questo l autunno è la stagione ideale per raggiungerli, quando i colori del foliage incorniciano le case in pietra e la luce più morbida regala scorci che sembrano usciti da un dipinto antico.

Le sagre che raccontano un territorio

Dalle zucche di Venzone ai funghi di montagna, le sagre autunnali trasformano le piazze dei borghi in un racconto vivo di sapori e tradizioni.
Dalle zucche di Venzone ai funghi di montagna, le sagre autunnali trasformano le piazze dei borghi in un racconto vivo di sapori e tradizioni.

Il cuore pulsante dell autunno nei borghi sono però senza dubbio le sagre, quelle feste di paese dedicate ai prodotti della terra. Non sono semplici mercati, ma veri riti collettivi in cui una comunità intera celebra ciò che sa fare meglio, e per il viaggiatore rappresentano il modo più autentico e diretto per entrare in contatto con l anima di un luogo.

Un esempio che amo particolarmente è la Festa della Zucca di Venzone, uno degli appuntamenti più importanti dedicati a questo ortaggio, che anima il piccolo comune in provincia di Udine. Si tiene tradizionalmente nel quarto fine settimana di ottobre, quest anno il 25 e 26, e trasforma il borgo friulano in un allegro tripudio di colori, costumi e antichi mestieri rievocati.

Salendo di quota, per gli appassionati di sapori intensi c è poi la Sagra dei Funghi, un vero pellegrinaggio per i buongustai in cerca di porcini d alta montagna e di tartufi selvatici. E scendendo invece fino in Calabria, la Sagra della Nduja di Spilinga celebra il celebre salume piccante spalmabile, tra bancarelle, show cooking e degustazioni rigorosamente a chilometro zero.

Quello che mi emoziona di queste feste è la loro capacità di raccontare un intero territorio attraverso un solo ingrediente, che sia una zucca, un fungo o un peperoncino. Dietro ogni piatto c è una storia di contadini, di stagioni e di ricette tramandate, ed è per questo che partecipare a una sagra significa assaggiare non solo del cibo, ma la memoria stessa di una comunità.

Il piacere del viaggio lento

Tutto questo si inserisce in una filosofia di viaggio che considero la più bella di tutte, quella del cosiddetto turismo lento. Invece di accumulare tappe e fotografie, il viaggio lento invita a fermarsi, a chiacchierare con gli abitanti, a sedersi in una trattoria e a lasciare che sia il ritmo del borgo, e non l orologio, a dettare le nostre giornate.

C è anche un valore più profondo in questa scelta, perché visitare i borghi in autunno aiuta a distribuire i flussi turistici oltre le coste affollate d estate. Significa portare vita ed economia in luoghi che rischiano lo spopolamento, e sostenere le piccole botteghe, gli artigiani e i produttori che tengono in vita queste comunità con passione e fatica quotidiana.

Il mio invito per la stagione

Il mio consiglio, se decidete di partire, è di scegliere uno o due borghi e viverli davvero, magari facendo coincidere la visita con una sagra locale. Informatevi in anticipo sulle date, prenotate dove serve e lasciatevi guidare dalla curiosità, perché spesso è l incontro inaspettato, più che la meta programmata, a regalare i ricordi più preziosi.

Continuerò a raccontarvi i borghi, le sagre e gli angoli d Italia che meritano davvero il viaggio, lontano dal rumore e dalla fretta. Perché sono convinta che, tra un piatto di funghi e una passeggiata al tramonto in una piazza medievale, l autunno resti il segreto meglio custodito per innamorarsi ancora una volta, e per sempre, del nostro Paese.

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