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L'Italia che viaggia su rotaia: il boom dei treni storici e turistici che riscrive il turismo lento nel 2026

tourism2026-08-27 · 4 min read · 0 reads

La primavera 2026 segna un record assoluto per il turismo ferroviario italiano, con prenotazioni in crescita del 35 per cento. Tra treni storici, itinerari d'autore da Trieste alla Sicilia e pacchetti che uniscono treno, bus e battello, ecco come la rotaia sta reinventando il viaggio lento in Italia

Mentre il dibattito sul turismo italiano ruota spesso attorno all'overtourism delle grandi città d'arte, una tendenza silenziosa ma potentissima sta ridisegnando il modo in cui gli italiani e i visitatori scelgono di muoversi: il ritorno del viaggio su rotaia. I treni storici e turistici, un tempo relegati alla nostalgia degli appassionati, sono diventati protagonisti di una vera e propria rinascita che unisce lentezza, paesaggio e sostenibilità.

Un 2026 da record sulle rotaie

I numeri raccontano una storia inequivocabile. La primavera del 2026 ha segnato un record assoluto per il turismo ferroviario in Italia, con una crescita che va ben oltre le aspettative degli operatori del settore. Nei primi cinque mesi dell'anno, infatti, le prenotazioni sono aumentate del 35 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, un balzo che conferma quanto il treno stia tornando centrale nell'immaginario del viaggiatore.

Anche il trasporto regionale a vocazione turistica registra dati impressionanti. Nei primi mesi del 2026 ben 3,3 milioni di viaggiatori hanno scelto i treni Trenord nei fine settimana e nei giorni festivi per raggiungere le mete turistiche della Lombardia, con un incremento del 6 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025. È il segnale che il treno non è più solo un mezzo per pendolari, ma un'esperienza di viaggio a tutti gli effetti.

Da Trieste alla Sicilia: l'offerta di Fondazione FS

I convogli storici attraversano paesaggi che i treni ad alta velocità raramente permettono di ammirare.
I convogli storici attraversano paesaggi che i treni ad alta velocità raramente permettono di ammirare.

Dietro questa crescita c'è un lavoro strutturato di valorizzazione. La Fondazione FS, insieme alla nuova società FS Treni Turistici Italiani, ha preparato un fitto calendario di appuntamenti che attraversa l'intera penisola, da Trieste fino alla Sicilia. Si tratta di un mosaico di percorsi che riscoprono linee ferroviarie dimenticate, stazioni storiche e territori spesso lontani dai grandi flussi turistici tradizionali.

Il fiore all'occhiello di questa strategia sono i nuovi Itinerari d'Autore, proposti da FS Treni Turistici Italiani e Fondazione FS. Si articolano in tre proposte di viaggio pensate per raccontare l'Italia attraverso la scoperta lenta, la bellezza del paesaggio e la valorizzazione dei territori, in un arco che va dalle vette delle Alpi fino alle coste del Mediterraneo. È un modo di viaggiare che trasforma il tragitto stesso nella destinazione.

La filosofia è chiara: il treno storico non porta semplicemente da un punto a un altro, ma diventa una macchina del tempo e un osservatorio privilegiato. A bordo di carrozze d'epoca, il viaggiatore attraversa panorami che l'alta velocità, chiusa nelle sue gallerie, non permette quasi mai di ammirare, riscoprendo un rapporto più intimo e autentico con il paesaggio italiano e con il ritmo del viaggio.

Treno, bus e battello: l'esperienza integrata

Uno degli elementi più interessanti di questa rinascita è l'integrazione tra mezzi diversi, che rende il viaggio senza soluzione di continuità. Dal primo gennaio 2026, oltre 120 mila persone hanno scelto pacchetti che combinano treno, bus navetta e battello per raggiungere località di grande fascino come il Lago di Como, la Franciacorta o il Lago Maggiore, dimostrando quanto il pubblico apprezzi soluzioni comode e integrate.

Alcune linee dal valore paesaggistico straordinario stanno vivendo un momento d'oro. Tra gennaio e aprile del 2026, i viaggiatori italiani sulla celebre Ferrovia Retica hanno superato quota 50 mila, con un aumento del 12 per cento rispetto all'anno precedente. Si tratta di un tracciato spettacolare, riconosciuto per la sua bellezza, che attraversa scenari alpini capaci di trasformare il semplice spostamento in un'esperienza indimenticabile.

Questa capacità di connettere ferrovia, strada e vie d'acqua è forse la chiave del successo. Il viaggiatore contemporaneo non cerca solo la meta, ma un'esperienza fluida e priva di stress, in cui ogni tratto del percorso abbia un senso e un fascino proprio. La combinazione di più mezzi permette inoltre di raggiungere borghi, laghi e valli altrimenti difficili da esplorare senza automobile.

Perché il treno è il futuro del turismo lento

Il successo del turismo ferroviario si inserisce perfettamente nel più ampio movimento del turismo lento e sostenibile che sta conquistando l'Italia. In un'epoca di crescente attenzione all'impatto ambientale dei viaggi, il treno rappresenta una scelta a basse emissioni, capace di coniugare il piacere della scoperta con una minore impronta ecologica, un valore sempre più apprezzato soprattutto dalle nuove generazioni di viaggiatori.

C'è poi un beneficio spesso sottovalutato: la rotaia può contribuire a decongestionare le mete più affollate. Distribuendo i flussi verso borghi, linee minori e territori interni, il turismo ferroviario offre una risposta concreta al problema dell'overtourism che soffoca città come Venezia o Firenze, aprendo al contempo nuove opportunità economiche per aree spesso escluse dai grandi circuiti.

Le sfide, naturalmente, non mancano, dalla manutenzione delle linee storiche alla necessità di garantire frequenze e servizi adeguati alla domanda in crescita. Ma i numeri del 2026 indicano una direzione ormai tracciata: gli italiani, e non solo, hanno riscoperto il piacere di viaggiare guardando dal finestrino. Il treno storico non è più un ricordo del passato, ma una delle scommesse più promettenti sul futuro del turismo italiano.

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