Giulia RomanoVIEW PROFILE →
Rimborsi Trenitalia più semplici: l'Antitrust cancella l'obbligo di certificare la rinuncia al viaggio
L'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha chiuso il 30 luglio l'istruttoria su Trenitalia accogliendo i suoi impegni. Per ottenere il rimborso in caso di cancellazioni o ritardi oltre i 60 minuti non servirà più la preventiva attestazione di rinuncia al viaggio, uno degli ostacoli più co
Chiedere il rimborso di un biglietto ferroviario in caso di treno cancellato o fortemente in ritardo dovrebbe diventare più semplice. L'Autorità garante della concorrenza e del mercato, nota come Antitrust, ha infatti chiuso il 30 luglio un'istruttoria nei confronti di Trenitalia accogliendo una serie di impegni proposti dalla stessa società ferroviaria.
Il procedimento, avviato nel dicembre 2025, si è concluso senza l'accertamento di una violazione e senza alcuna multa. L'Antitrust ha ritenuto sufficienti gli impegni presentati da Trenitalia, che diventano però vincolanti. Se la società non li rispetterà, il procedimento potrà essere riaperto e potranno scattare pesanti sanzioni economiche a suo carico.
Il cambiamento più rilevante per i viaggiatori riguarda la cosiddetta attestazione di rinuncia al viaggio. Fino a oggi, chi voleva il rimborso doveva prima ottenere una certificazione, contattando il call center o il personale di stazione, per dimostrare di aver rinunciato a proseguire il tragitto. Proprio questo obbligo verrà ora eliminato dalla procedura.
L'ostacolo contestato

Secondo l'Antitrust, quella richiesta rappresentava un ostacolo sproporzionato, non previsto dalla normativa europea sui diritti dei passeggeri ferroviari. In pratica il viaggiatore era costretto a un adempimento immediato e macchinoso proprio nel momento del disservizio, spesso in condizioni di confusione e con tempi molto stretti da rispettare per non perdere il diritto.
La questione riguarda i casi in cui il passeggero ha diritto al rimborso integrale del prezzo del biglietto. Tra questi rientrano la cancellazione del treno, la perdita di una coincidenza a causa di un ritardo, e le situazioni in cui è ragionevolmente prevedibile che il convoglio arrivi a destinazione con un ritardo pari o superiore a 60 minuti.
Gli impegni coprono anche altre circostanze equiparabili alla soppressione del servizio. Tra queste figurano, ad esempio, l'indisponibilità di servizi acquistati come le cuccette o le cabine, oppure i casi in cui il viaggio sia impedito da provvedimenti dell'autorità. L'obiettivo dichiarato è quello di rendere il diritto al rimborso più facile da esercitare per tutti.
Gli impegni presi da Trenitalia
Oltre a cancellare l'obbligo di attestazione, Trenitalia si è impegnata a rafforzare i canali attraverso cui presentare le richieste di rimborso. Tra le misure previste c'è l'ampliamento dell'orario del servizio di assistenza via chat, che dalla precedente fascia compresa tra le 8 e le 20 si estende a una copertura più ampia, dalle 6 del mattino alle 23 di sera, tutti i giorni.
La società dovrà inoltre creare una pagina web dedicata, pensata per fornire ai viaggiatori tutte le informazioni utili in caso di problemi alla circolazione ferroviaria, dai canali disponibili alle scadenze da rispettare per inoltrare la domanda. È previsto anche il potenziamento degli strumenti digitali, con un sistema pensato per semplificare la presentazione delle richieste.
Tempi, sanzioni e reazioni
Le nuove procedure non saranno immediate. Gli impegni diventeranno operativi entro tre mesi dalla pubblicazione del provvedimento, avvenuta il 30 luglio, il che significa che le nuove regole dovrebbero entrare pienamente in vigore entro la fine di ottobre 2026. Trenitalia dovrà inoltre riferire all'Antitrust sullo stato di attuazione delle misure adottate.
Il rispetto degli impegni non è affatto facoltativo. In caso di violazione, l'Autorità può applicare sanzioni che vanno da 10 mila a 10 milioni di euro. Per le inadempienze più gravi o ripetute è prevista, come misura estrema, anche la possibilità di sospendere l'attività dell'impresa per un periodo che può arrivare fino a trenta giorni.
L'intervento è stato accolto con favore dalle associazioni dei consumatori. Il Codacons ha giudicato positivo il superamento di un vincolo considerato vessatorio, ma ha anche rilanciato una richiesta più ambiziosa, ovvero l'introduzione di un sistema di indennizzi automatici, sul modello di quanto già avviene oggi nel settore del trasporto aereo europeo.
La vicenda si inserisce in un contesto di crescente attenzione ai diritti di chi viaggia in treno, in un Paese dove il trasporto ferroviario resta centrale per pendolari e turisti. Semplificare i rimborsi significa restituire ai passeggeri un potere concreto di fronte ai disservizi, riducendo la distanza tra le tutele previste sulla carta e la loro reale applicazione quotidiana.






