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Turismo del cibo: 25 milioni di italiani sceglieranno le esperienze gastronomiche nell'estate 2026

tourism2026-08-20 · 3 min read · 0 reads

Secondo un'indagine Coldiretti Ixè, nell'estate 2026 saranno 25 milioni gli italiani a vivere esperienze di turismo del cibo. Un fenomeno in crescita che unisce vino, olio, formaggi e nuove forme di viaggio.

Il cibo si conferma sempre di più come uno dei grandi motori del turismo italiano. Nell'estate del 2026, milioni di persone hanno scelto di viaggiare non solo per il mare o per le città d'arte, ma soprattutto per vivere esperienze legate al gusto. Un fenomeno in continua crescita, che racconta un modo diverso e più autentico di scoprire il territorio.

Venticinque milioni di appassionati

I numeri parlano chiaro. Secondo un'indagine realizzata da Coldiretti insieme all'istituto Ixè, sono ben 25 milioni gli italiani che nell'estate 2026 vivranno esperienze di turismo del cibo. Si tratta di una cifra imponente, che testimonia quanto la gastronomia sia diventata centrale nelle scelte di viaggio delle famiglie italiane.

L'indagine è stata diffusa nel mese di agosto 2026, proprio in concomitanza con il secondo grande esodo estivo. Questo periodo, tradizionalmente dedicato alle vacanze, si conferma un momento chiave per il settore, quando milioni di persone si spostano alla ricerca di relax, natura e, sempre più spesso, di buon cibo.

Un giro d'affari di miliardi

Dietro questa passione si nasconde anche un importante valore economico. Secondo le stime, il solo enoturismo genera un giro d'affari di circa 3,5 miliardi di euro. Un dato che evidenzia come le esperienze legate al vino non siano soltanto un piacere per i visitatori, ma anche una risorsa preziosa per l'economia dei territori.

Il peso del cibo nelle vacanze emerge chiaramente anche dalle abitudini di spesa. Oltre un terzo del budget vacanziero degli italiani viene infatti destinato alla tavola. Che si tratti di pranzi in trattoria, cene in agriturismo o acquisto di prodotti tipici, il gusto rappresenta una voce di spesa sempre più significativa per chi viaggia.

Le esperienze più amate

Le visite alle cantine a conduzione familiare sono tra le esperienze più amate dai turisti del cibo in Italia. (Immagine illustrativa)
Le visite alle cantine a conduzione familiare sono tra le esperienze più amate dai turisti del cibo in Italia. (Immagine illustrativa)

Tra le tante possibilità, le visite alle cantine a conduzione familiare restano le più apprezzate dai turisti. Il contatto diretto con i produttori, la possibilità di conoscere le storie delle famiglie e di degustare i vini direttamente sul posto rappresentano un valore aggiunto che rende queste esperienze particolarmente autentiche e coinvolgenti.

Accanto alle proposte più tradizionali, però, si affacciano anche formule decisamente più innovative. Non mancano infatti le degustazioni di vino in realtà virtuale con appositi visori tridimensionali, oppure attività di benessere come lezioni di yoga e pilates svolte direttamente tra i filari dei vigneti, immersi nella natura.

Tra le novità più curiose spicca anche il cosiddetto astrotasting, che unisce l'osservazione del cielo stellato alla degustazione di vino. Queste proposte dimostrano come il settore sappia reinventarsi di continuo, cercando di offrire ai visitatori emozioni sempre nuove e capaci di combinare gusto, natura e scoperta del paesaggio.

Non solo vino

Il turismo del cibo, tuttavia, non ruota soltanto attorno al vino. Sta crescendo con forza anche l'oleoturismo, che porta i visitatori a partecipare alla raccolta delle olive, ad assistere alla molitura e a prendere parte a veri e propri laboratori di assaggio dell'olio extravergine, alla scoperta di uno dei prodotti simbolo della dieta mediterranea.

A completare il quadro ci sono poi il birraturismo e il turismo caseario. Nel primo caso, i visitatori possono esplorare i campi di orzo e luppolo e conoscere da vicino il mondo della produzione della birra. Nel secondo, si può salire negli alpeggi per partecipare alla produzione di formaggi, riscoprendo tradizioni antiche e sapori genuini.

Un rapporto diretto con chi produce

Ciò che accomuna tutte queste esperienze è la ricerca di un rapporto sempre più diretto con le aziende e con chi produce. I viaggiatori non si accontentano più di consumare un prodotto, ma desiderano capire come nasce, incontrare le persone che lo realizzano e toccare con mano l'autenticità del territorio che visitano.

Non mancano infine le proposte pensate per chi ama camminare e stare all'aria aperta, come i cammini rurali promossi dall'iniziativa Campagna Amica. In questo modo il turismo del cibo si intreccia con la scoperta del paesaggio, unendo il piacere della buona tavola al benessere del movimento e al contatto con la natura.

In definitiva, il turismo enogastronomico si conferma come una delle tendenze più solide e promettenti del panorama italiano. Con milioni di appassionati, un valore economico importante e una capacità costante di rinnovarsi, questo settore rappresenta non solo un piacere per i sensi, ma anche una risorsa fondamentale per valorizzare i territori e le loro eccellenze.

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